lunedì 1 dicembre 2014

Panbrioche soffice del mattino

Questo weekend ho preparato un panbrioche soffice del mattino, secondo le indicazioni della bravissima creatrice, Paoletta. Un dolce che, a fronte di un impasto non eccessivamente carico garantisce un risultato notevole. Un autentico perfetto bilanciamento tra tutti i componenti che, se ben eseguito, regala non poche soddisfazioni. Vi rimando al sito ufficiale di Anice&Cannella per la ricetta, e mi limito solo a riportare qualche dettaglio, che può sempre essere utile.
 
Ho usato la farina W330, in purezza, del Molino Rossetto. Ho impastato intorno alle 15:00 del sabato, lasciando poi l'impasto in frigorifero (zona bassa) fino alle 07:00 del mattino successivo. (l'uso di una farina di forza me lo consente, anzi, lo richiede a gran voce). Ho fatto lievitare l'impasto in uno stampo da pandoro da 750g, e direi che sono molto soddisfatto della riuscita. Posso dire che lo stampo si presta perfettamente, sia in quanto a forma che a dimensione. L'unico difetto è che chi poi assaggia è un po' prevenuto, e si aspetta di mangiarsi un pandoro. In effetti, anche considerato il periodo, tutti i torti non li ha... Notate però che nella foto che propongo manca evidentemente almeno una spolverata di zucchero a velo. Beh, non c'è stato il tempo materiale di metterlo. Da qui giudicate voi...
Ho usato 2 uova grandi, gentilmente offerte da un amico che ha la fortuna di avere una mamma che vive in una fattoria e che ancora alleva secondo criteri umani. Ho cotto a 190°C per 30 minuti, mettendo la grata nel punto più basso del forno, per poi coprire il simil pandoro con un foglio di alluminio e abbassando la temperatura a 185°C per altri 15 minuti. A quel punto la temperatura al cuore, misurata con un termometro a sonda, era di 96°C. Data la notevole sofficità, l'ho lasciato intiepidire nello stampo. Probabilmente andrebbe aperto almeno 1 giorno dopo la cottura, ma questo non è stato letteralmente possibile.
Scusate la qualità dell'immagine, la foto è presa con uno smart phone (lasciamo perdere che la fotografa è mia moglie, che ha pure fatto un corso di fotografia!!), però dovrebbe rendere l'idea.
Che dire, alla prossima. Questo è un periodo in cui mi lancio in molti esperimenti. Evito con curo di salvare quelli non riusciti, sui quali spesso è meglio calare un velo pietoso. Però, quando riescono..., è una bella soddisfazione.